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Dove dormire: da
poco e' stato inaugurato un agriturismo "Le mole sul Farfa"
gestito dalla cooperativa Fiume Farfa il tel /fax e' 0765 469037 oppure
328 4603412 / 3 / 4 info molesulfarfa@fiumefarfa.net MompeoIl territorio, come vuole la tradizione, sorge nel luogo in cui un generale romano, Gneo Pompeo, edificò la sua villa residenziale e diede probabilmente il nome a questa terra. Tuttavia non solo la tradizione rievoca gli antichi fasti della civiltà romana: in questa ridente zona della Vallata del Farfa sono ancora evidenti numerose testimonianze di siti archeologici di notevole interesse, tra cui spiccano monumenti funerari, resti di ville ed il caratteristico ponte sul Farfa. Dopo l'età imperiale, si rinvengono notizie di Mompeo nell' 817 d.C. dal Regesto Farfense, dove si parla del Fundum Pompeianum quale territorio di pertinenza dell' Abbazia Benedettina, confermato in una nota dell' 825, e nell'840 in un diploma dell' Imperatore Lotario. Di lì a poco, nell'875, l'Abate Giovanni conferisce l'investitura feudale dei suoi domini ad un tale Francone, che fa edificare la sua fortezza su di un colle, ovvero l' attuale zona del centro storico. Dalla metà del X secolo, dopo le invasioni saracene che avevano sconvolto anche la terra sabina, fino alla distruzione dell' Abbazia di Farfa, si hanno notizie della lenta ricostruzione della badia benedettina, mentre del feudo di Mompeo si conosce solo il passaggio dell'investitura ai fratelli Gaderisio e Ottaviano di Buza. Nel XII secolo signore feudatario di Mompeo è Simeotto Orsini, capostipite di una lunga dinastia che diede lustro e prestigio alla terra di Mompeo per cinque secoli, fino alla cessione del feudo nel 1635 ai Marchesi Capponi di Firenze. Nel
1646, il feudo è ceduto ai Marchesi Naro di Roma, sotto la cui protezione
Mompeo raggiunse inusitato splendore: durante la permanenza dei Naro furono
edificati e valorizzati i complessi monumentali più importanti che oggi
possiamo ammirare: Palazzo Baronale Orsini-Naro, Chiesa Parrocchiale "Natività
di Maria Santissima", Porta d' ingresso al centro storico. L'attività
di Fabrizio e di Bernardino Naro legati da profonda amicizia con Papa
Urbano VIII, contribuì con magnificenza al progresso civile e culturale
della comunità di Mompeo. Il profondo legame affettivo che univa Fabrizio
e Bernardino Naro a Mompeo è testimoniato inoltre anche dalla volontà
espressa da entrambi di lasciare sepolto il cuore nella cappella gentilizia
della Chiesa Parrocchiale di Mompeo, a memoria della particolare benevolenza
che li legava a questa stupenda terra. Le rispettive tombe invece si trovano
nella Cappella Gentilizia di famiglia nella Basilica di S. Maria sopra
Minerva in Roma. Dopo questo periodo di particolare splendore, si ricorda ancora la famiglia Naro fino alla metà del XVIII secolo, cui fecero seguito fino al '900, quali proprietari del Palazzo Baronale, i Patrizi, i Luciani, Ciufici, nonché i Baranello, Di Salvo. Dal 1995 il Palazzo Baronale è proprietà del Comune di Mompeo. Fino al 1870 Mompeo è territorio dello Stato Pontificio, Provincia della Sabina, Distretto di Poggio Mirteto; durante il Regno d'Italia fu aggregato alla provincia di Perugia, Circondario di Rieti, fino ad integrarsi nel 1927, quale Comune della nuova Provincia di Rieti.
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